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L’olio extravergine d’oliva è uno degli ingredienti base della Cucina Mediterranea e ormai il suo utilizzo è sempre più diffuso anche in altre cucine. L’olio buono fà la differenza sia nella preparazione dei piatti, delle ricette o anche di una semplice insalata; sia nella qualità del prodotto in se. Un olio extravergine artigianale ha nella stragrande maggioranza dei casi una qualità superiore rispetto a quello industriale, il problema è come riconoscere l’uno dall’altro. 
Innanzitutto definiamo cosa significa olio evo. Evo è un acronimo coniato dall’agronomo Stefano Epifani che sta per olio extravergine d’oliva. L’obiettivo del nuovo termine era evitare che vi fosse confusione tra l’extravergine e l’olio d’oliva comune. L’evo si ricava dalla spremitura delle sole olive sane, che non sono mai cadute dall’albero, e non ha aggiunta di additivi. Il grado di acidità non supera mai lo 0,8%. L’olio vergine semplice subisce dei passaggi successivi alla spremitura che ne riducono la qualità. Ma, ammesso che si tratti di olio evo ben diverso è l’olio extravergine artigianale da quello industriale. La prima banale ma fondamentale differenza è nel prezzo, che è spia di un metodo di produzione e di una qualità differente.
Nella Gdo soprattutto, dove è presente una giungla di prodotti differenti e di marche differenti per ogni prodotto, è facile prendere delle belle cantonate. L’olio extravergine artigianale, non sempre presente nei supermercati, va riconosciuto. È per questo è necessario avere qualche accorgimento. Innanzitutto la provenienza: Sono da evitare prodotti con scritto “miscela di oli di oliva comunitari” oppure “miscela di oli di oliva comunitari ed extra UE, che di fatto certifica che si tratti di un prodotto industriale. Un frantoio artigiano non acquista olive o olio all’estero, salvo cataclismi, essendo l’artigiano molto legato al suo territorio.
Gli specialisti che fanno la differenza sono i Mastri Oleari, che partendo dalle diverse varietà italiane di olive, riescono a trasformarle, con le tecniche adatte di lavorazione, in un prodotto unico, frutto della propria esperienza e conoscenza tramandata da generazioni. Poi ci sono i frantoiani, che decidono quale tipologia di gramola è idonea alle olive da lavorare e selezionano i tempi di gramolazione. Oltre a questo decidono anche la temperatura e, a monte, le successive tecniche di separazione finale applicando, se necessario, una denocciolatura preventiva.
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Detto ciò ci sono chiaramente molti fattori che influiscono sulla qualità dal momento in cui l’oliva viene raccolta fino a quando viene trasformata in olio extra vergine di oliva. Il mastro oleario in particolare fà la differenza nella qualità finale del prodotto.

Una cosa è certa comunque: Biodiversità, tecnologia, creatività, professionalità, tipicità e legame col territorio fanno sì che nessun olio di frantoio risulta uguale ad un altro. Si può affermare anzi che il senso vero della produzione artigiana risiede proprio nella diversificazione degli aromi e dei sapori.

In sostanza la qualità della lavorazione e il metodo di produzione da parte del mastro oleario, insieme alla miscela delle cultivar usate, creano un DNA proprio per ogni olio artigianale

Questo è il motivo per cui olio artigianale ed industriale sono a tutti gli effetti due prodotti differenti. L’olio industriale può essere in vendita sotto i 5 euro a bottiglia bottiglia. L’olio extravergine artigianale non può essere in vendita a meno di 8/9 euro a bottiglia, non sarebbe sostenibile. I mastri operai non usano la leva del prezzo ma puntano sulla qualità, sull’aroma, sulle peculiarità organolettiche.

L’olio è un prodotto antico, ricco di storia. Non si beve ma si mangia, è un alimento di pregio, pochi grammi cambiano il gusto del cibo.
L’olio fa bene alla salute e dona piacere al palato,
nasce da una sapiente e antica arte, quella dei mastri oleari. L’olio nasce sulla pianta ma si lavora e crea in frantoio, quindi è un prodotto prettamente artigianale.

L’olio artigianale è unico mentre quello industriale è standard. L’olio artigianale è rispetto del territorio e della natura, è creatività dell’uomo dopo il lavoro della terra. L’olio artigianale è cultura, professionalità e segreti del mestiere ed è filiera chiusa, dalla pianta alla tavola. Questa é la sostanziale differenza.

E tu cosa ne pensi sui balconi e ringhiere in vetro? Se hai domande

lasciaci un commento, saremo felici di risponderti.

Fonte: loscrivodame.com

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